Premio Cimitile 2025 e La parte interna dei pensieri

Quando il presidente del Premio Cimitile mi ha chiamato per comunicarmi di essere il vincitore, dopo la scontata gioia iniziale, sono stato folgorato dal resto della telefonata. Sì perché il Dott. Felice Napolitano, appunto presidente del Premio, una persona straordinaria che in ogni suo gesto lascia trasparire la grande passione per il proprio lavoro, ha iniziato a snocciolare date, eventi e dettagli. Ero sbigottito perché non ricordavo assolutamente cosa prevedesse il bando di concorso in caso di vittoria e in breve mi sono reso conto di essere finito in qualcosa di bello e più grande di me.
Ho partecipato al premio con un romanzo breve intitolato: "La parte interna dei pensieri", una saga familiare ambientata negli anni di piombo e incentrata sul peso psicologico delle abitudini ereditate e tramandate.  
La vittoria ha portato la pubblicazione dell'opera per conto di Guida Editori, il campanile d'argento, ma soprattutto un bagaglio pesante di emozioni ed esperienze indelebili.
Partiamo dal luogo che ha fatto da cornice agli eventi legati al premio ovvero il complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile in provincia di Nola, un luogo unico e suggestivo, nascosto nel borgo antico e capace di sbocciare all'improvviso dopo aver varcato il cancello d'ingresso e dove ogni pietra trasuda storia.  
In questo primo evento, in un pomeriggio di giugno, ho condiviso il palco, posto sotto il campanile principale del complesso, con lo scrittore Diego De Silva assaggiando per la prima volta l'emozione di misurarsi con professionisti affermati.


Il culmine è stato raggiunto la settimana seguente con la cerimonia di premiazione trasmessa su Rai 2 e presentata da Veronica Maya e Beppe Convertini. Le luci della sera hanno conferito al luogo ancora più fascino e il prestigio del premio è stato certificato dalle personalità con cui ho diviso la scena: Gianluigi Nuzzi, Barbara Gallavotti, Giulio Napolitano e Francesco Sole sono solo alcuni dei nomi che si sono assecondati sul palco e che come me hanno ricevuto il campanile d'argento. 




Vi consiglio di vedere tutta la cerimonia, fruibile sia su Rai Play che YouTube e naturalmente leggere il libro che mi ha permesso di vivere questa indimenticabile avventura.
Ancora oggi scrivendo queste parole sento vibrare l'emozione. Custodirò per sempre il ricordo di quei giorni fantastici.

Una famiglia della nuova borghesia romana al tramonto degli anni cinquanta, un futuro che aspetta solo di essere scritto, splendente e rigoglioso, eppure sempre ghermito dall’ombra lunga di un passato cupo e minaccioso.

Franca e Giulio, moglie e marito, tutto intorno a loro una caterva di cose mai chiarite e altre date troppo per scontate.

Lorenza e Massimo, figli e fratelli, sballottati fin da subito dalla prepotente voglia di crescere e dalla destabilizzante mancanza di risposte.

Quante generazioni ci vogliono per cambiare le abitudini di una famiglia? Le colpe dei padri possono essere espiate dai figli?

I protagonisti di questa storia impiegheranno trent’anni a cercare tali risposte, tra il boom del miracolo economico e le manganellate di Valle Giulia, dai sogni di rivoluzione a quelli di normalità. Soli nella loro trincea, perché ognuno deve combattere le proprie battaglie.


 

I due volti di Nemesi

Ed ecco il mio quarto romanzo! 
È la volta del giallo, un poliziesco pieno di azione e colpi di scena.
Voglio raccontarvi un paio di aneddoti sulla stesura di questo libro, che è iniziata nel 2019 e poi causa Covid e impegni familiari si è conclusa nel 2024 con la pubblicazione. Come in ogni mia storia mi sono concentrato molto sui dettagli tecnici e sul dare veridicità alla narrazione per far sì che gli eventi fossero plausibili, e quindi per dare credibilità al mio protagonista l'ho collocato come tecnico informatico all'interno del Viminale, quindi nel cuore operativo del Ministero dell'Interno. Il caso ha voluto che pochi mesi dopo mi sono ritrovato a lavorare proprio in quello stesso posto e la sensazione di camminare nei corridoi usati come ambientazione di molti capitoli del libro è stata strana e divertente.
Il secondo aneddoto riguarda la collaborazione che ho avuto con l'editor che mi ha aiutato a perfezionare l'opera, anzi, ne approfitto per ringraziarlo ancora (grazie, Marcello Trazzi!). Tra i tanti ottimi consigli che mi ha dato e che ho accettato, un altro ho deciso di non seguirlo. Come da classico canovaccio dei gialli la trama avrebbe dovuto seguire una sorta di percorso fisso: prologo, protagonista, antagonista, storia d'amore, intreccio, epilogo e colpo di scena finale e lo stile della scrittura essere molto asciutto per donare velocità alla storia. Ecco, io non amo molto i cliché e mi diverto a scrivere libri come piacciono a me quindi non ho seguito le regole e ho corso il rischio di scrivere la storia secondo i miei ritmi. Che vi piaccia o meno i miei libri sono così, fuori dagli schemi.
Adesso vi lascio la classica trama e il resto come sempre sta a voi: leggetelo e consigliatelo.
A presto.

Un misterioso cecchino miete la sua prima vittima in una piazza affollata di Roma e tre giorni dopo la seconda nel terrazzo della sua abitazione. L’ispettore Massimo Lucidi, a cui sono affidate le indagini, intuisce un possibile collegamento tra le due uccisioni ma la sua concentrazione è messa a dura prova dalla presenza di un pubblico ministero con cui condivide un passato burrascoso. La scia di sangue lasciata dal cecchino costringerà l’ispettore Lucidi a immergersi nelle torbide acque di uno degli eventi di cronaca più discussi e cruenti della storia italiana.    



 

Un passo più in là


A fine pagina troverete la trama e altre informazioni sul libro ma voglio iniziare questo post andando oltre la storia.
“Un passo più in là” è il mio terzo romanzo, e chiude quella che voglio definire “trilogia inconsapevole”. La chiamo così perché questi primi tre libri (con “Il piano Tiberio” e “Fiorisci nei miei inverni”) sono stati scritti anni fa, e al tempo non mi rendevo conto di quello che sarebbe successo; nel senso che quando li scrissi non mi ero ancora convinto a inviarli a delle case editrici in cerca di pubblicazione, tali romanzi infatti sono acerbi, spigolosi, ma forse proprio per questo motivo ancora più affascinanti; racchiudono l’imperfezione dell’inconsapevolezza.
Capiamoci, non è che oggi, con tre romanzi pubblicati alle spalle, abbia raggiunto chissà quale cognizione di causa, spesso vedere i miei libri sugli scaffali di librerie prestigiose come Mondadori e Feltrinelli mi spiazza ancora parecchio, ricevere i genuini complimenti di lettori sconosciuti mi imbarazza e più di una volta mi ritrovo costretto a usare il mio personale totem per appurare di non essere in un sogno (scusate la piccola metafora cinematografica ma visto il contesto mi è uscita di getto, chi non l’avesse colta si guardi “Inception” di Christopher Nolan!), diciamo solo che oggi mi muovo un po' meglio nei contorti labirinti dell’editoria.
Veniamo adesso a “Un passo più in là”, per prima cosa vi dico che io stesso fatico a costringerlo dentro un genere, di sicuro è un romanzo di narrativa contemporanea, ma poi ha diverse anime: è drammatico, c’è avventura, formazione, crescita, sentimenti, forse però c’è una parola che potrebbe fotografarlo in maniera adeguata: resilienza. La mia è indubbiamente una storia di resilienza, sulla natura intrinseca di quasi tutti gli esseri umani ad andare avanti.
L’ambientazione poi è una sorta di omaggio alla mia adolescenza, sono cresciuto in montagna e nei luoghi descritti nel romanzo, dopo invece ho trascorso più tempo al mare e mi sono stupito molto, una volta tornato in quota, di quanto, pur senza accorgermene, mi fosse mancata la montagna.
Un’altra curiosità riguarda il mio sport: l’arrampicata sportiva, più che una semplice disciplina per me è uno stile di vita, una sorta di supporto da applicare alla vita di tutti i giorni, e alla luce di questa considerazione ho deciso di dedicargli un capitolo di “Un passo più in là” e vi consiglio, dopo aver letto il libro, di cimentarvi almeno una volta nell’arrampicata sportiva.
Infine c’è la morale, ogni mio romanzo ne nasconde una ma in “Un passo più in là” è ancora più marcata; ho cesellato il mio protagonista giocando sul pregiudizio, ho usato una storia di sentimenti, di rapporti umani, come mia abitudine l’ho portata al limite, anzi oltre, e la conseguente esplosione dovrebbe generare nel lettore un senso morale. Non vi dico quale, vorrei ascoltare le vostre reazioni, scoprire se la vostra morale coincide con la mia, sperando di non aver fallito nel mio intento letterario.     
Vi ho raccontato qualche dettaglio in più sul mio ultimo romanzo e adesso tocca a voi, leggetelo e fatemi sapere il vostro parere, con una recensione su Amazon, con un messaggio sui social, usate il canale che preferite, e soprattutto consigliatelo, prestatelo, fate in modo che il libro finisca nelle mani di più persone.
Buona lettura!


Quanto può costare un errore? Per quanto tempo sarai in debito con la vita? E soprattutto, quali saranno le conseguenze per le persone a te care?
Sono queste le domande che precipiteranno sulla testa di Ivan, pesanti come macigni, resti di una valanga da lui stesso causata. Una vita totalmente stravolta da uno sbaglio. Dal caos di Roma alla quiete delle Dolomiti, dalla moglie Chiara alla solitudine di una baita tra i boschi, dallo sportello di un ufficio postale a un rifugio di alta montagna.
Nel suo esilio volontario, in un ambiente agli antipodi delle sue abitudini, Ivan cercherà il modo per redimere le sue colpe, far pace con se stesso e accettare le proprie responsabilità; tra stimolanti avventure e nuove conoscenze, con le vette dolomitiche alle spalle e l’infinito davanti agli occhi.
Quali saranno le risposte di Ivan a quelle famose domande?

 

Fiorisci nei miei inverni

A due anni di distanza da "Il piano Tiberio" è uscito il mio secondo romanzo: "Fiorisci nei mie inverni".
Si tratta di una storia d'amore, ambientata nella periferia romana, che ha come protagonisti Alessandro e Giorgia, entrambi ventenni.
Un romanzo sentimentale dunque, anche se questo target gli sta decisamente stretto, perché i protagonisti nel corso della storia si misureranno con alcuni istrionici personaggi di borgata, ci saranno quindi degli attriti che lo rendono un romanzo rosa scuro. Altri elementi della storia sono la crescita, l'emotività, l'introspezione e la catarsi, il tutto concentrato in una sorta di "realismo metropolitano"; ma nonostante i dettagli credo che sia un libro più facile da leggere che da spiegare.
Insieme al mio editore abbiamo scelto di farlo uscire come secondo, ma in verità si tratta del primo romanzo che ho scritto, nell'ormai lontano 2007; anche la storia è ambientata in quell'anno, e quindi, scambio di sentimenti alla vecchia maniera per i nostri protagonisti, sprovvisti di smartphone e social network; un bel salto nel passato per il lettore.
Inutile dire, trattandosi della mia opera prima, che sono molto affezionato a questa storia, ricca di citazioni cinematografiche e musicali, in particolare ho inserito nella trama il testo della canzone "come sempre" di Daniele Groff (a cui sono particolarmente legato), che è stato molto cortese a concedermi l'autorizzazione ad usare le sue parole.
Non si tratta di un romanzo autobiografico anche se contiene alcuni dettagli del mio vissuto, piccoli aneddoti che ho deciso di inserire come tributo alla mia adolescenza.
Parliamo quindi di un libro un po' nostalgico, che punta tutto sulla trasmissione dei sentimenti, in sostanza il punto è capire non tanto cosa fanno i protagonisti, ma come lo fanno, cercando il più possibile di entrare in sintonia con gli stati d'animo di Alessandro e Giorgia.
Con questo mio ultimo lavoro voglio dimostrare di essere uno scrittore eclettico, e di attirare quella frangia di lettori che ancora non mi hanno letto perché magari non avvezzi ai temi trattati nel primo libro.
Come sempre, a chi leggerà il romanzo, rinnovo la richiesta a parlarne, prestarlo, recensirlo e quant'altro, tutte azioni tremendamente utili per un autore emergente come me.  
Per chi volesse saperne di più qui accanto trovate la trama, mentre a fondo pagina vi lascio alcuni link, come il video della presentazione (avvenuta sabato 3 febbraio presso la libreria Mondadori del c.c La Romanina), o la pagina Amazon del romanzo, e vi ricordo anche che lo trovate in tutte le maggiori librerie, soprattutto le Mondadori.
Spero che questo libro incontri il vostro gradimento, e mi auguro di essere riuscito a trasmette con le mie parole almeno un pizzico di quella passione che ci ho messo nello scriverlo.
Lasciatevi trasportare dalle emozioni dei protagonisti, in forno, citando Brunori Sas: "Canzoni che parlano d'amore, perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?".
Ciao a tutti, aspetto i vostri commenti, mentre se volete conoscermi di persona o avere una dedica sul libro, seguite i miei eventi nell'apposita sezione del blog.

Video presentazione 
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Tre strade gialle

Il mio racconto: "La scelta dei colpevoli", ha vinto il concorso letterario "Tre strade gialle", indetto dalla Omnia One Group Editore.
Inutile dire che sono onorato ed emozionato da questo ennesimo riconoscimento; ma veniamo ai dettagli.
Tramite Facebook noto questa casa editrice ed il concorso a tema giallo/thriller, non sono all'esordio nel genere, infatti il mio ultimo romanzo è proprio un poliziesco di quella tonalità, avevo in testa una mezza idea e in pochi giorni l'ho riversata su carta, riveduta, corretta (anche grazie all'aiuto di mia sorella), e iscritta al concorso.
La vita poi è continuata a scorrere, firmacopie, BUK di Modena (al quale ho conosciuto colleghi autori molto simpatici ed interessanti), e la solita promozione sui social; fino al 27 febbraio, data in cui la Omnia One Group avrebbe dovuto annunciare il vincitore. 
Bene! Non ho usato il condizionale a caso, infatti, il 27 è scivolato via senza un verdetto, aumentando ansia e aspettative. Poco male però, perché il giorno dopo, tramite video su Facebook è arrivata la proclamazione della mia vittoria.
Ok non è stata la cerimonia degli Oscar, ma vi posso assicurare che alle 23:00, con mia moglie e mia figlia già addormentate, nel silenzio della casa, ho visto il video con le cuffie trattenendo il respiro fino a quando non ho sentito il mio nome. Grande emozione insomma. Sì lo ammetto, un po' ho esultato. 
Ora seguirà un'antologia contenente anche i racconti degli altri autori giunti sul podio.
In sostanza il mio nome continua a girare e le mie parole compaiono sempre in più libri, proprio ciò che mi aspetto partecipando a questi concorsi con i miei racconti.
Se avete due minuti di tempo al link sottostante troverete il video della finale.